Neonato asfittico ed ipotermia terapeutica (EHI)
Gestione del neonato con depressione alla nascita, criteri di candidabilità all'ipotermia terapeutica, stadiazione dell'encefalopatia e assistenza durante il trattamento.
In sintesi
L'encefalopatia ipossico-ischemica (EHI) nel neonato a termine o quasi a termine è trattata con l'ipotermia terapeutica (33,5 °C per 72 ore), che riduce mortalità e disabilità se iniziata entro 6 ore dalla nascita. Ogni neonato con depressione alla nascita va valutato precocemente con emogasanalisi ed esame neurologico ripetuto per non perdere la finestra terapeutica.
Valutazione iniziale
- Anamnesi perinatale: eventi sentinella (distacco di placenta, prolasso del funicolo, rottura d'utero, distocia di spalla), tracciato cardiotocografico patologico, liquido tinto di meconio, febbre materna.
- Emogasanalisi da arteria ombelicale (riflette lo stato fetale) e da vena, oppure prelievo neonatale entro 60 minuti.
- Apgar a 1, 5 e 10 minuti; durata e tipo di rianimazione.
- Esame neurologico strutturato (stadiazione di Sarnat modificata) entro la prima ora e ripetuto.
Depressione lieve
Apgar a 5 minuti ≥ 7, nessuna rianimazione prolungata, pH > 7,10 e deficit di basi < 12 mmol/L, esame neurologico normale:
- monitoraggio di SpO2 e frequenza cardiaca per almeno 6 ore;
- glicemia a 1, 3 e 6 ore, temperatura, diuresi, tolleranza alimentare;
- esame neurologico ripetuto: se compaiono segni di encefalopatia entro 6 ore, rivalutare la candidabilità all'ipotermia.
Criteri per l'ipotermia terapeutica
Età gestazionale ≥ 36 settimane (≥ 35 in molti centri) e peso ≥ 1800 g, con:
A. Evidenza di asfissia perinatale (almeno uno):
- Apgar ≤ 5 a 10 minuti;
- necessità di rianimazione (ventilazione) ancora a 10 minuti;
- pH < 7,0 o deficit di basi ≥ 16 mmol/L su sangue cordonale o neonatale entro 60 minuti (criteri estesi: pH 7,01-7,15 o deficit 10-15,9 mmol/L con evento acuto perinatale).
B. Encefalopatia moderata o grave (alterazione della coscienza con almeno tre tra: ipotonia, riflessi anomali inclusi oculomotori e pupillari, suzione debole o assente, convulsioni cliniche), oppure aEEG patologico (tracciato moderatamente o gravemente alterato o crisi elettriche) se disponibile.
Stadiazione di Sarnat modificata
| Ambito | Lieve | Moderata | Grave |
|---|---|---|---|
| Coscienza | Ipervigile, irritabile | Letargico | Stuporoso, coma |
| Attività spontanea | Normale o aumentata | Ridotta | Assente |
| Postura | Normale | Flessione distale, estensione completa | Decerebrazione |
| Tono | Normale | Ipotonia | Flaccidità |
| Riflessi primitivi | Suzione debole, Moro esagerato | Suzione debole, Moro incompleto | Assenti |
| Sistema autonomo | Pupille midriatiche, tachicardia | Miosi, bradicardia, respiro periodico | Pupille fisse, apnea, frequenza variabile |
Prima del trasferimento
- Stabilizzare respiro e circolo; ventilare evitando ipocapnia e iperossia (SpO2 91-95%).
- Ipotermia passiva: fonte radiante spenta, nessun riscaldamento, temperatura rettale continua con obiettivo 33,5-35 °C.
- Accesso venoso o vasi ombelicali; glicemia (obiettivo 50-150 mg/dL), calcio, elettroliti, emocromo, coagulazione, funzione epatica e renale, lattato.
- Liquidi ridotti (circa 40-60 mL/kg/die) per il rischio di danno renale e di inappropriata secrezione di ADH.
- Trattare le convulsioni (fenobarbital 20 mg/kg EV, poi levetiracetam secondo protocollo) ed evitare sedativi non necessari.
- Contattare il centro di riferimento e organizzare il trasporto con raffreddamento controllato se disponibile.
Durante l'ipotermia
- Temperatura rettale o esofagea 33,5 °C (33-34 °C) per 72 ore, con dispositivo servo-controllato.
- Riscaldamento lento: 0,5 °C ogni ora fino a 36,5-37 °C, evitando l'ipertermia rebound.
- Monitoraggio continuo: ECG (bradicardia sinusale attesa, 80-100/min), pressione arteriosa, SpO2, aEEG o EEG continuo.
- Sedazione e analgesia (per esempio morfina a basse dosi o dexmedetomidina): lo stress riduce il beneficio dell'ipotermia.
- Controlli seriati di glicemia, elettroliti, emogas, coagulazione, funzione epatica e renale.
- Complicanze da sorvegliare: ipotensione, ipertensione polmonare persistente, trombocitopenia, coagulopatia, necrosi del tessuto adiposo sottocutaneo con ipercalcemia, convulsioni.
Neuroimaging e prognosi
- Ecografia cerebrale nelle prime 24 ore (escludere emorragie e lesioni prenatali).
- RM encefalo con spettroscopia e diffusione tra 4 e 7 giorni (ripetibile a 10-14 giorni): principale indicatore prognostico.
- Follow-up neuroevolutivo strutturato fino almeno a 2 anni, con valutazione di vista, udito e sviluppo motorio.
Bibliografia
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- Società Italiana di Neonatologia, Gruppo di Studio di Neurologia Neonatale. Raccomandazioni per l'assistenza al neonato con encefalopatia ipossico-ischemica candidato al trattamento ipotermico. 2012, aggiornamenti successivi.
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